Nel cuore delle provincie di Reggio Calabria e Vibo Valentia, risiede un antico rito, noto come l’Affruntata della Domenica di Pasqua, che risale ai tempi lontani del Seicento. Questa solenne celebrazione commemora l’incontro sacro tra la Vergine Maria e il Cristo Risorto, entrambi impersonati da solenni statue portate in processione dai devoti cittadini.
Da secoli, questo suggestivo evento si ripete con fedeltà e devozione, rappresentando un’occasione unica per il popolo di Vibo Valentia di rivivere la maestosità di un passato intriso di fede e tradizione. Le strade della città si animano con l’entusiasmo dei fedeli, che si riuniscono per assistere a questa autentica rappresentazione teatrale sacra, un vero e proprio spettacolo di fede e devozione.
Attraverso le generazioni, il rito dell’Affruntata ha consolidato il suo significato simbolico, diventando parte indissolubile dell’identità culturale e religiosa della regione. Con orgoglio e rispetto, i cittadini di Vibo Valentia portano avanti questa tradizione secolare, preservando le radici storiche e il profondo significato spirituale che sottende questo sacro evento.
Così, con una commistione di fede e storia, l’Affruntata della Domenica di Pasqua continua a risplendere, custodendo gelosamente l’eredità dei secoli passati e offrendo ai partecipanti e agli spettatori un prezioso ritorno al passato, unito a una profonda riflessione sulla fede e sulla sacralità della Pasqua.
Anche a Vena Media, borgo appena sopra Vena Inferiore, viene rievocato questo rito.
Questo rito religioso consiste nell’incontro tra Gesù risorto, la Madonna e San Giovanni Apostolo.
La statua di San Giovanni Apostolo fa la spola tra le altre due per 3 o 5 volte (il numero dei passaggi e la presenza del Santo stesso varia da paese a paese) avanti e indietro, con passo sempre più veloce, come messaggero della resurrezione di Cristo. Dopo questo, le statue della Madonna Addolorata e di San Giovanni corrono insieme verso la statua di Gesù risorto. All’incontro il velo nero del lutto viene tolto dalla statua di Maria (detto “sbilamentu”), lasciando visibile un vestito di festa, spesso azzurro o bianco. Tutto questo avviene tra le strade del paese.



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